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Martedì, 04 Febbraio 2014

Il marchio – le regole per crearne uno efficace!

“Il marchio è un qualunque segno suscettibile di essere rappresentato graficamente, in particolare parole (compresi i nomi di persone), disegni, lettere, cifre, suoni, forma di un prodotto o della confezione di esso, combinazioni o tonalità cromatiche, purché siano idonee a distinguere i prodotti o i servizi di un’impresa da quelli delle altre.” Fonte: Wiki

Partiamo subito da un presupposto, quello che tecnicamente è definito marchio tutti nella vita quotidiana lo chiamano logo. Ma sono la stessa cosa? Assolutamente no! Il logo è uno dei componenti costitutivi del marchio. Riassumendo, un marchio, di solito, è costituito dal logo che è la parte fondamentalmente testuale, composta dal lettering, e dal pittogramma, che è la componente visiva che è legata indissolubilmente con il segno grafico. Ok, fatta questa premessa proseguiamo.

Perché, se non ce l’hai, dovresti fare un marchio (e possibilmente registrarlo) per la tua azienda, per un tuo prodotto, per un servizio che offri o per altro? Perché, anche se difficilmente ci crederai, rappresenta la summa dei valori e del posizionamento della struttura che rappresenta. Mica poco! Inoltre serve a fare identificare la tua azienda a colpo d’occhio in mezzo ad un mare di altre aziende. Inoltre calcola che in alcuni settori il marhcio è uno dei capisaldi per una vita di successo per l’azienda, come ad esempio nell’abbigliamento o nel settore informatico. Ricordiamo la celebre “mela morsicata” della Apple o marchi famosi nel settore abbigliamento come Armani o Louis Vuitton. Un buon marchio è il primo vantaggio che l’azienda ha nei confronti della concorrenza e nel posizionamento presso i consumatori finali.

Perfetto, ma prima di tutto, come posso procedere per realizzare un marchio? Ovviamente è un lavoro da professionisti, e forse leggendo questo articolo capiremo il perché, ma ci sono anche delle situazioni particolari nelle cui si vengono a creare delle motivazioni per le quali il marchio te lo vuoi realizzare da solo! Ok, partiamo dal software che dovrai utilizzare.

Dimentica il pacchetto Office!

In rete si trovano molti software gratuiti per il disegno vettoriale, ovvero per quel tipo di disegno che non usa i pixel (i quadratini che compongono le immagini) per fare grafica ma usa delle linee vettoriali, come Adobe Illustrator e Corel Draw. Sono segni facilmente modificabili. Il software migliore è Inkscape, molto completo e professionale.

Perfetto, passiamo alle regole principali e alle linee guida base per creare il vostro marchi!

Significato che dovrà avere il marchio!

Qual’è il settore merceologico della tua azienda? La prima domanda alla quale dare una risposta, seguono a ruota: Quale posizionamento dovrà avere nei confronti dell’utente finale? E che valore aggiunto intrinseco ha che deve essere rispecchiato nel marchio? Rispondi alle domande, scrivi le risposte e poi cerca di sintetizzare il tutto in un o massimo due aggettivi. È un ottimo punto di partenza. Ad esempio, alla fine potresti trovarti tra le mani due termini come: Qualità, Spensieratezza.

Elaborazione delle bozze!

Passiamo alla parte grafica, potete scegliere se cominciare a lavorare al logo oppure al pittogramma, ma una cosa da ricordare è che deve essere una scelta coerente! Il logo è espresso da un font il cui termine migliore per identificarlo è carattere. Carattere proprio perché ogni font ne ha uno suo… come le persone. Scegli un brutto carattere (o non adeguato) e le persone non si rapporteranno con te o comunque non conquisterai la loro fiducia.
Scegli il carattere da un piccolo gruppo solido e con un grande background, come il Garamond, il Futura, Bodoni… anche il Verdana, ma mai un Cominc Sans… MAI!!! Se hai un professionista che ti segue puoi anche aspettarti che un carattere venga disegnato su misura ;) Il pittogramma di contro deve essere semplicissimo, leggero, pulito, di chiara leggibilità. Deve avere un massimo di due colori (ovviamente sono il/i colore/i aziendale/i o delle sue varianti strette), essere progettato in bianco e nero (le prove colore puoi farle dopo) con al massimo un paio di sfumature di grigio. Comunque non deve contenere più di un segno grafico, evitate marchi illustrativi e/o con molti dettagli. Parti da figure semplici, cerchi, quadrati, e da una cosa che in pochi oggi fanno, uno scarabocchio su di un pezzo di carta, è il miglior modo di partire per mettere in chiaro le idee!

Ovviamente il logo e il pittogramma possono fondersi o rimanere ben distinti. O, alle volte, il pittogramma diventa il logo e quindi rappresenta il marchio di un’azienda.

Realizza varie bozze del marchio in bianco e nero per scegliere una linea grafica da seguire e capire quale esprime al meglio i plus della tua azienda (prodotto o servizio).

Quindi siamo arrivati al punto che ti ritrovi tra le mani un marchio in versione praticamente definitiva… lo hai a visualizzazione schermo intero sul tuo monitor e ti complimenti per il lavoro. Mi complimento anche io se sei arrivato fin qui! Ma si leggerà quando sarà stampato su di un bigliettino da visita? E sulla fiancata di un camion oppure su di un manifesto pubblicitario 6×3 (metri)? Quindi serviranno le…

Prove di leggibilità!

Stampa con la tua stampante A4 il marchio in modo che occupi una superficie massima di 1cm/2 e in alta qualità e verifica che il logo e il pittogramma non diventino una macchia impastata. Fai lo stesso procedimento stampando a piena pagina A4 e, probabilmente scoprirai che quello che ti sembrava ben equilibrato in un formato più piccolo qui avrà degli evidenti squilibri di volumi e di pesi. La stessa cosa lo si deve fare per la verifica a video per l’uso su internet, a differenti risoluzioni e con profili colori differenti. Questo è un procedimento lungo e tedioso ma necessario a non trovarsi dopo con degli obbrobri in giro per il mondo e per il web!

E se il tipografo me lo deve stampare?

Perfetto… dobbiamo dire al tipografo che colore deve usare per il nostro marchio. Di solito si utilizza una codifica effettuata da Pantone che è diventata uno standard. All’apparenza si presenta come le mazzette con i colori per ridipingere le pareti, e in pratica è proprio così, solo che questa serve a dire al tipografo esattamente che colore comprare per stampare il nostro marchio in modo che abbia la stessa identica tonalità cromatica su tutte le 24.000 copie di carta intestata e buste da lettera che andremo a stampare! La stessa operazione di deve fare per il web, ovvero si deve trasformare un Pantone in un sistema cromatico RGB (la famosa tricromia con la quale i colori, tutti, vengono rappresentati sui nostri monitor) ben chiaro.

Ovviamente ci sono giusto un paio di cose da tenere a mente durante tutto il procedimento:

  • Non utilizzare più di due colori;
  • Sintetizzare al massimo gli elementi grafici che compongono il marchio;
  • Non prendere spunto da altri marchi altrimenti perderai la riconoscibilità;
  • Confrontati con il mercato, non con i tuoi familiari per avere opinioni sul lavoro di progettazione del marchio ma fidati dei tuoi colleghi;
  • Il marchio deve piacere principalmente ai tuoi clienti, non a te (lo so che è dura, ma è così)!
  • Non riciclare robe viste in internet, che se va bene hai un marchio copiato, se va male ti becchi una denuncia;
  • Abbandona completamente l’idea di usare il pacchetto Office e le sue clip art!
  • Non usare il carattere Comic Sans;
  • Il logo e il pittogramma devono essere strutturati in modo che si auto compensino ottenendo un buon equilibrio visivo;
  • Non seguire il trend del momento, parti dalla basi della tua azienda. Le mode passano, i tuoi valori no (di solito)!
  • Evita assolutamente ombre, “effetti rilievo”, i filtri dei programmi di grafica (sono cose che non devi proprio aprire), texturizzazioni, sfumature, etc…
  • Il logo deve reggersi da se anche al centro di una pagina bianca;
  • Non esiste il marchio perfetto, esiste la scelta delle o meglio, della cosa che vuoi comunicare al di là della forza della tua azienda e della fiducia che esprimi (che sono praticamente obbligatori);
  • Una illustrazione o una fotografia non è un pittogramma, ne tantomeno un marchio!
  • Compra una mazzetta Pantone Process e un manuale di quadricromia per scegliere i colori, non fidarti del tuo monitor;
  • Rispetta sempre tutto il procedimento e i punti di cui sopra (più un altro paio di regolette che sicuramente ho dimenticato di esaminare qui) a meno che non sai esattamente quello che stai facendo e ti puoi permettere di rimescolare le regole del gioco (ma è davvero una cosa per pochi)!

Allora buon lavoro e se hai bisogno di un consiglio professionale sappi che puoi sempre contare su di noi. 

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2 commenti

  • Link al commento Luca Scognamiglio Mercoledì, 12 Novembre 2014 16:58 inviato da Luca Scognamiglio

    Grazie! Anche se le regole principali sono quelle ogni designer, poi, ha il suo metodo e le sue preferenze. Io già mi ritengo soddisfatto quando un cliente ne capisce l’importanza… figurati!

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  • Link al commento www.stampaprint.net Mercoledì, 12 Novembre 2014 16:57 inviato da www.stampaprint.net

    Articolo veramente interessante, che evidenzia l’importanza di creare il logo nel giusto modo per raggiungere l’obiettivo che si è prefissi.
    ottimi i consigli, complimenti!

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