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Mercoledì, 26 Febbraio 2014

Inbound contro outbound marketing

Grazie ad i nuovi media il marketing, nel corso degli anni, si è evoluto notevolmente da forme invasive di pubblicità (outband) a sistemi e processi più “amichevoli” (se mi si passa l’aggettivo), ovvero l’inbound marketing.

I tradizionali mezzi di comunicazione pubblicitari (cartellonistica, spot radio e tv, email-marketing e direct marketing) non coinvolgono più i possibili acquirenti e sono ormai sommersi, spesso e volentieri, da un rumore di fondo insuperabile. Inoltre il target arriva addirittura a provare diffidenza verso le operazioni sopramenzionate. Il mezzo principale in costante aumento è il web, e, come viene definito adesso, esso rappresenta il “momento zero” dell’acquisto. Quindi, possiamo affermare che l’outbound marketing stia cedendo terreno, forse malvolentieri, alle forme di inbound marketing in via di evoluzione.

Inoltre l’inbound marketing ottimizza anche i costi di gestione e di attuazione costando, alla fine dei conti, meno del marketing tradizionale. Solo questo, di questi tempi, lo rende più di due passi avanti all’outbound. Nessun imprenditore non prenderebbe in considerazione di avviare una campagna inbound marketing misurandone le proiezioni dei risultati e analizzandone i costi enormemente più bassi.
Solo per fare un esempio, a Napoli, in Campania, una piccola (ed a essere sinceri spesso inutile) campagna affissione con tabelloni 6x3m sviluppata a livello locale, ovvero sul territorio cittadino, per la durata di 3 settimane, può costare, nella migliore delle ipotesi, circa 6.000,00€ (ovviamente tasse escluse). Una campagna inbound marketing con una visualizzazione maggiore e con una forza comunicativa che può perdurare nel tempo? Per lo stesso periodo meno della metà!

Quindi perché investire un budget pubblicitario in un mezzo al quale, probabilmente, la clientela non presta neanche attenzione?
E se volessimo pubblicare qualche numero?

  • 46% delle email inviate in un’operazione di email marketing non viene nemmeno mai aperto. Senza parlare di quella cartacea.
  • 91% degli spettatori TV cambiano canale durante gli stacchi pubblicitari; e hanno ragione! Si interrompe un momento di svago privato con proposte commerciali non targettizzate!
  • 87% delle persone in un’età tra i 25 e i 35 anni hanno eliminato inserioni pubblicitarie a pagamento su internet o sui social network come “annuncio irrilevante o invadente “, non è capitato di farlo anche a voi?

Un processo di inbound marketing si preoccupa di parlare direttamente ed esclusivamente alle persone interessate ad un determinato argomento (o prodotto/servizio), come? Facendo in modo di farsi trovare in base ai loro interessi e non bussando alla loro porta proponendo argomenti in momenti poco opportuni e di cui non sono interessati.

Questa infografica di Voltier Digital mette in evidenza le differenze tra i due tipi di marketing. Fateci sapere le vostre opinioni nei commenti qui sotto l’immagine.

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